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L’ipocrisia della Francia sui migranti

A essere belli dentro sono buoni tutti. Anche i francesi che, mentre fanno la morale all’Italia dimenticano i loro peccati. Naturalmente, la questione è quella dei migranti e le ritorsioni messe in atto dai transalpini ai danni del nostro Paese a seguito del rifiuto di accogliere la Ocean Vikings, approdata poi sulle coste francesi dove sono sbarcati pressappoco 200 profughi. Un numero irrisorio se si pensa che, nel solo 2022, l’Italia ne ha accolti oltre 90mila.

L’episodio ha avuto pesanti conseguenze diplomatiche, con il ministro degli esteri Darmanin che ha chiesto agli altri dell’Unione europea di isolare l’Italia e ha blindato la frontiera di Ventimiglia. Un atteggiamento ipocrita da parte dei francesi che, in accordo con il Regno Unito, hanno rafforzato le barriere nel canale della Manica con cani e droni a protezione delle coste.

L’accordo è stato siglato a un anno di distanza da quel tragico 24 novembre 2021 in cui 27 persone, tra cui una bambina, morirono proprio nella striscia di mare che separa la Francia dalla Gran Bretagna. E mentre infuriano le polemiche per la Ocean Vikings, il quotidiano Le Monde ha reso pubblici elementi di un’inchiesta che svelano come il Paese transalpino non sarebbe esente da responsabilità. La Francia, infatti, avrebbe ignorato gli sos provenienti dall’imbarcazione in difficoltà nel canale della Manica, scaricando tutta la responsabilità sul Regno Unito. Delle 29 persone a bordo della barca, solo due si salvarono mentre francesi e inglesi facevano a scaricabarile.

Inutile, allora, che la Francia venga a fare la morale a un’Italia lasciata sempre più sola nella gestione dell’accoglienza dei migranti, che nella maggior parte dei casi non sono rifugiati ma clandestini che entrano nel nostro Paese senza visto né documenti e qui restano, visto che gli accordi per il ricollocamento non funzionano.

Gli altri Paesi dell’Ue avevano assicurato che si sarebbero fatti carico di accogliere 8mila migranti, finora ne hanno presi 117, lo 0,13 per cento. Anche la Germania che, insieme alla Francia, fa muro isolando l’Italia non è esente da responsabilità. Occorre un piano comune, se di Europa unita vogliamo parlare, non solo per l’accoglienza ma anche per il contrasto ai trafficanti di esseri umani che nel Mediterraneo fanno grassi affari.

Chi affaccia sul mare lo sa. Malta e Cipro non hanno esitato a esprimere solidarietà al nostro Paese. Oggi Giorgia Meloni, impegnata al G20, cercherà di ricucire lo strappo. La premier chiederà però che gli accordi vengano rispettati e che l’Europa si mostri unita e solidale nell’affrontare questa e altre emergenze.

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