La sinistra allo sbando perde un’altra battaglia sociale

Le opposizioni fanno il lavoro. Giorgia Meloni ha liquidato così le polemiche di sinistra e Movimento 5 Stelle sulla manovra 2023 presentata ieri mattina. Ancora una volta, i dem si dimostrano lontani dalla realtà e incapaci di guardare in prospettiva. Quello tracciato dalla premier è un buon punto di partenza ma Letta e compagni non se ne accorgono, accecati da una battaglia ideologica che li ha portati ad essere distanti dai cittadini. Con la conseguente pesante sconfitta alle urne.

La legge di bilancio del centrodestra è la migliore che si sia vista negli ultimi 10 anni, quando alla guida del paese c’erano sinistra e grillini. Coraggiosa, perché ha avuto l’ardire di andare a incidere su quei temi che il Pd ha eletto a vessillo ma su cui non ha mai veramente fatto nulla di concreto. Penso alla tampon tax, che fa scendere l’IVA di pannolini e assorbenti dal 10 al 5%. Misura formalizzata nel 2016 da Possibile e rilanciata a più riprese. Alla fine, è stato il governo di centrodestra, il primo a portare una donna alla Presidenza del Consiglio, a vincere un’altra battaglia sociale.

Il tutto, mentre la sinistra non ha fatto altro che proporre patrimoniali, alzare le tasse esistenti e inventare nuove imposte che hanno pesato sulle tasche degli italiani. La destra guidata da Meloni si dimostra attenta ai problemi della gente, vicina al ceto medio e a chi si trova in difficoltà, mettendo sul piatto della bilancia aiuti per famiglie e imprese vessate dal caro energia e dal conseguente aumento dei prezzi dei beni di prima necessità.

Con buona pace di chi, Letta in testa, ha annunciato manifestazioni di piazza per protestare contro la legge di bilancio. L’agguerrito Giuseppe Conte, invece, si è scagliato a difesa del reddito di cittadinanza, misura inadeguata a creare lavoro. Sconfitti alle elezioni, Pd e i grillini si aggrappano al populismo nel tentativo di riconquistare consensi. Tentativo vano. Lo sa anche Carlo Calenda di Azione, che ha strigliato il leader del Partito Democratico: scendere in piazza non serve se non si propongono alternative serie.

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